di Salvatore Sconzo
Paranormal Cold Case di Maurizio Faretta
Dantebus Edizioni
Paranormal Cold Case è uno di quei libri che non si limitano a raccontare una storia: la interrogano, la scorticano, la costringono a rivelare ciò che normalmente resta ai margini del visibile. È un’opera che si muove tra il noir investigativo e il perturbante, dove il “caso freddo” non è soltanto un’indagine sospesa nel tempo, ma una crepa aperta nella percezione della realtà.
Lo stile: tra cronaca e soglia del mistero
Lo stile di Maurizio Faretta si colloca in una zona liminale, quasi sospesa tra la precisione del linguaggio investigativo e una scrittura che lascia filtrare l’inquietudine. La sua prosa non urla mai: osserva. E proprio in questa scelta si riconosce una cifra moderna, vicina a certa narrativa contemporanea che preferisce il sottotono all’enfasi, il dettaglio all’eccesso.
A tratti, però, la scrittura sembra rallentare il tempo, come se volesse restituire al lettore il peso di ogni indizio. Non c’è solo l’indagine: c’è l’attesa. E l’attesa, nella narrativa di Faretta, diventa quasi un personaggio invisibile.
I personaggi: ombre che cercano consistenza
I personaggi non sono mai completamente pieni, e questo è uno dei punti più interessanti dell’opera. Sono figure che si muovono come eco: investigatori, testimoni, presenze legate a eventi irrisolti. Ognuno porta con sé una frattura, ma nessuno la espone del tutto.
In questo senso, Faretta si allontana dal modello classico del detective “onnisciente” o del protagonista risolutivo. I suoi personaggi appartengono piuttosto a una narrativa moderna disillusa, dove la verità non è mai conquista definitiva ma avvicinamento intermittente.
Temi: il caso, il non detto, e il confine
Il cuore del libro è il concetto stesso di “cold case”, che diventa metafora più ampia: ciò che non si risolve non scompare, ma si sedimenta.
I temi principali si intrecciano:
• la memoria come archivio imperfetto
• la verità come costruzione fragile
• il mistero come struttura permanente della realtà
Qui il paranormale non è spettacolo, ma linguaggio alternativo del non spiegato. Non serve a stupire, ma a insinuare il dubbio.
Un confronto con il Novecento: città, ombre e indagine
Se si osserva il libro in controluce rispetto agli ambienti del Novecento, emerge un dialogo interessante.
Il Novecento del noir classico era fatto di stanze fumose, uffici pieni di carte, telefoni fissi, città industriali e investigatori spesso solitari ma ancora radicati in una fiducia — seppur minima — nella razionalità. L’indagine era una linea: da un punto A a un punto B.
Faretta, invece, sembra scrivere in un’epoca successiva, dove quella linea si è spezzata. L’indagine diventa rete, intersezione, ecosistema di informazioni e ombre. Anche quando richiama atmosfere novecentesche, lo fa come memoria filtrata, non come realtà stabile.
Il Novecento cercava di chiudere i casi. La narrativa contemporanea, invece, sembra accettare che alcuni casi restino aperti per definizione. E in questa accettazione si nasconde forse la vera inquietudine moderna.
Una riflessione
In Paranormal Cold Case il mistero non è un’anomalia: è una condizione. Come se la realtà, sotto la sua superficie ordinata, conservasse sempre una parte non archiviabile.
E forse è proprio qui che il libro trova la sua forza: nel ricordare che non tutto ciò che non si spiega è destinato a sparire. Alcune storie restano. Non perché vogliono essere risolte, ma perché rifiutano di finire.
Breve biografia di Maurizio Faretta
Maurizio Faretta è un autore italiano attivo nel campo della narrativa legata al mistero, al noir e alle contaminazioni tra indagine e fenomenologia del non spiegato. La sua scrittura si distingue per un approccio sobrio e analitico, spesso intrecciato a suggestioni psicologiche e a una tensione costante verso ciò che sfugge alla razionalizzazione completa.
Il suo lavoro si inserisce nel panorama contemporaneo della narrativa del mistero con un taglio personale: meno orientato alla spettacolarizzazione del paranormale, più attento alla sua funzione simbolica e narrativa.
Trama
Paranormal Cold Case ruota attorno a una serie di casi irrisolti che, a distanza di anni, tornano a galla non solo come dossier dimenticati, ma come ferite ancora attive. L’indagine si muove su più livelli: da un lato la ricostruzione investigativa di eventi sospesi nel passato, dall’altro l’emersione di elementi che sfuggono alla logica tradizionale, insinuando la possibilità che ciò che è rimasto “aperto” non sia soltanto giuridico, ma anche percettivo.
Il protagonista si trova così immerso in un percorso che non segue una sola direzione cronologica: i casi non si limitano a essere analizzati, ma sembrano reagire all’indagine stessa. Testimonianze frammentate, tracce contraddittorie e presenze difficili da definire costruiscono un mosaico in cui il confine tra spiegazione razionale e suggestione si assottiglia progressivamente.
In questo senso la trama non procede come una semplice risoluzione, ma come un attraversamento: ogni caso è una soglia, ogni risposta genera una nuova domanda. E ciò che resta, alla fine, non è tanto la chiusura dell’indagine, quanto la sensazione che alcuni archivi del reale non siano mai davvero destinati a essere chiusi.
Buona lettura!
ASCOLTA LA RECENSIONE
Voce di Marco Aluzzi
Musica: Insomniac's Dream di Semo